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07 settembre
Dopo secoli di abbandono, riprendo temporaneamente le comunicazioni per segnalare la nascita ufficiale (più o meno) di Boscartoon, che diventa il mio sito (nientemeno...) ufficiale. Però non va in guerra. Ah ah. Oh, dio.
E' un portfolio online, per ora, ma via via dovrei riuscire a trasferire articoli e/o tutorial. E' in inglese, ma conterrà anche roba in Italiano. Insomma, un gran casino, come sempre. Per ora però c'è un ricco portfolio con vari inediti oltre a cose già viste .
Caspita, come perderselo? (no, non ditemi come, è una domanda retorica). ¤
10 settembre
Ebbene, ammettiamolo pure, sta nascendo. Che sarà?
Tempo al tempo... ¤
12 agosto
Piccoli scherzi ai commenti di questo sito. Oggi sono spariti quelli più vecchi di marzo 2005. Tranne uno, inspiegabilmente. Non capisco se è un problema di Haloscan, se è temporaneo, se fa parte del pacchetto gratuito, o cosa. Nei prossimi giorni vedremo se la cosa si normalizza o no. Non per altro, ma il botta e risposta con Sofri mi spiaceva perderlo. ¤
09 agosto
Domenica 31 luglio. Distrutto da due ore di camminata (provate voi a vivere davanti al computer 11 mesi all'anno...) mi affloscio su una panchina del delizioso st. John Hall all'interno del Regent Park a Londra. Il parco è semi-deserto. In due ore di camminata solo qualche turista e qualche Bridget Jones che tenta l'eterna fuga dal reale con un po' di footing prima del pudding. Per stare più comodo mi tolgo il piccolo zainetto nel quale tengo la giacca a vento e una bottiglia d'acqua. Annebbiato, sento Chiara che mi dice di alzarmi. Mi sollevo a stento e vado. Tempo un minuto, e mi accorgo che sono senza il mio zainetto. Panico e rapida ricognizione mentale: ma sì, l'ho lasciato sulla panchina. Corro indietro (tanto il parco è deserto). Appena in vista della panchina la visione è surreale. Un bobby in tenuta estiva (bianca e nera) con elmetto d'ordinanza e fischietto in una mano, sta tenendo il mio zainetto nell'altra, ritto in piedi davanti alla panchina, e lo sta esaminando con una cautela degna di un artificiere. Al che sfodero il mio sorriso e l'aria sbarazzina da Hugh Grant prima delle scorribande americane: sorry, minimizzo con la mano, sorry...
Il poliziotto mi guarda e ricambia il sorriso (potrei essere, se non suo padre, certo il cugino maggiore): "Not a good idea leaving it in the park..." mi dice. Io arrossisco, spiazzato dall'incredibile efficienza dimostrata. Non c'era il becco di un poliziotto in tutto il parco nelle due ore precedenti. Non c'era anima viva che si sentisse respirare nei pressi della panchina. Eppure nel giro di un minuto il mio misterioso zainetto abbandonato era sulla via della centrale di polizia, armeggiato con perizia da un giovane poliziotto. "Sorry, I was aspleeping..." dico in un inglese incerto. Il ragazzo mi passa lo zainetto e me ne vado, esterrefatto. So this is London, in the summertime, 2005. ¤
29 luglio
Domani si riparte per Londra, come un anno fa, ma non proprio esattamente come un anno fa... Se per i prossimi sei mesi non scrivo niente sul blog, qualche sospetto dovrebbe venirvi. Se invece torno forse riuscirò a scrivere di "La Guerra dei Mondi" (bleah...) e de "La Terra dei Morti Viventi" (buono). Terrificante Batman Begins, più che altro per la lentezza e la mancanza di tensione drammatica. Ma poiché potrebbe essere il mio ultimo post, vorrei conquistarmi il paradiso dicendo che Allah mi è sempre stato simpatico, specie quando veniva giù in città. Che bevute, assieme... ¤
28 luglio
Ricevo con piacere questo giochino, specie di catena di santantonio virtuale chiamata music baton, da Sergio Maistrello (uno dei pochi blogger che leggo con una certa costanza nel mio tempo libero). Si tratta di rispondere ad alcune domande sulla musica e poi passare le domande a qualcun altro. La differenza è che se non lo fate non sono previste sventure, il che rende più piacevole il tutto.
Volume totale dei file musicali?
Sul mac sono attualmente 83M di cartella itunes. Non è l'unica musica che ho sui computer, ma siccome non ascolto quasi mai musica al computer, diciamo che le altre sono più varie ed eventuali di tempi andati.
L'ultimo Cd che hai comprato?
"The Libertines" dei Libertines. O forse "Fables of Reconstruction" dei REM. Chi può dirlo?
Canzone che stai suonando ora?
Quando scrivo non riesco ad ascoltare musica. Il che spiega anche perché ascolto poca musica. Non ho l'impressione ne guadagni né la qualità della scrittura, né il buonumore.
Cinque canzoni che ascolto spesso:
A occhio:
Come dite? Accostamenti arditi? E vabbe', che vi devo dire. Potrei aggiungere "me lo prendi papà?" di Gianni Morandi, ma non è fra le cinque. Certo che "Gli animali non hanno ombrello e non portano mai il cappello" rimane uno degli attacchi di maggior efficacia dell'intera musica italiana...
Passaggio del testimone ad altri 4 blogger
Va bene uguale se non sono blogger, ma gestiscono comunque il loro sito? Spero di sì.
Michele Medda, Mirko Corli, Vincenzo Mania, Stefano Bussolon. Se La Serpe c'ha un suo blog, lo passo anche a lei... ¤
11 luglio
Svelato il mistero: ecco perché Tom Cruise si è messo con Katie Holmes: ha un'espressione in meno di lui. In effetti non è bello sentirsi in inferiorità perenne. Dato che con la Kidman non c'erano speranze, chi meglio di una morettina emergente con scarsa capacità attoriale, per farsi fotografare alle feste?
Tutto mi è stato chiaro dopo "Schegge di April". Film finto-indipendente che pare un saggio da accademia universitaria di cinema allungato a lungometraggio (1h20'). Pronto per una sit-com, con personaggi buoni per dar vita a gag continue, e persino il sottotesto buonista degli immigrati che salveranno l'America, fatta di malati cronici incapaci di uscire dalle loro follie/fobie. Peccato che manchi di progressione drammatica (lenta la parte centrale) e che la trovata di stile finale serva a mascherare il debole climax (perché accade quello che accade?). Bello il personaggio della madre, peccato per la risoluzione incerta. Meno bello il personaggio di April, figlia modello con solo il vestito da sbandata. Non ci crede nessuno, tanto è a modino.
Forse il difetto maggiore del film è proprio questo: la protagonista ufficiale, che è April, non cambia: è già cambiata prima dell'inizio del film, dunque non c'è storia. Il vero protagonista infatti (l'unico che cambia, lo si capisce dal principio), è proprio la madre. Ma chi lo produceva, un film su una madre malata di tumore che non riesce a comunicare con la figlia? ¤
09 giugno
03 maggio
E bravo Clint! Sebbene inferiore a Mystic River, questo Million Dollar Baby è un bel film, anche se schematico e a tratti pure prevedibile. Però asciutto, diretto e lucido come non se ne vedono tanti, di questi tempi. Il vecchio Eastwood rischia di essere, seriamente, uno degli autori americani più interessanti degli ultimi vent'anni, per la capacità di fare film duri e mai banali, sui temi più disparati, ma con il comune denominatore del sogno (americano) spezzato. Cosa che è forse un luogo comune, ma che dovrebbe dirci molto dell'America e del perché questa nazione fatichi così tanto a comunicare con il mondo.
A fare il paio con questa riflessione una conversazione con la cameriera americana di un bar qua vicino, che lo scorso giovedì mi raccontava cose davvero terribili del suo Paese. Bambini di 5 anni di cui avere paura, perché in grado di maneggiare armi, lei che non dormiva di notte per paura che qualcuno entrasse in casa (casette di legno molto poco protette), paura ad uscire di sera e a guardare in faccia i passanti, anche nelle tranquille periferie residenziali, e infine una percentuale di quasi il 10% di alunni delle scuole inferiori che vengono imbottiti di pastiglie per tenerli buoni durante le lezioni. Prima della mensa al liceo un sacco di suoi compagni andavano a fare la fila in infermeria a prendersi le pastiglie, di vari tipi. Una descrizione agghiacciante di un paese sotto choc.
Come? Che tipo è questa? No, non è una vecchietta, né una giovane spaurita. E' una ragazza molto vivace, simpatica e vitale, sposata con un italiano, e che non ha alcun tipo di problema personale. E' pure di famiglia benestante. Pare siano proprio gli Stati Uniti ad essere così, anche a detta di altri amici americani. Il che rende la visione di film come quello di Clint Eastwood ancora più inquietante. God Bless America, ma un po' anche noialtri...
Ogni riferimento al caso Calipari, a questo punto, sarebbe appropriato, ma tristemente banale. ¤
19 aprile
Dalla batosta alle regionali si vede Giuliano Ferrara che cinguetta, mansueto come non mai, sulla "fine del berlusconismo", dicendo a destra e a manca che, sì, lui consiglia al pluriindagato di mettersi il cuore in pace, che lui il suo compito storico lo ha abbondantemente svolto, che pensi pure ad un buen retiro, che ormai il paese non è più quello di diec'anni fa, dove chi stava all'opposizione, secondo Ferrara, rischiava di finire in galera. Lo ripete spesso: diec'anni fa c'era la galera, ora no!
La galera, in verità, c'è ancora. Solo che nel frattempo Berlusconi ha avuto tempo di farsi scrivere leggi che gli agevolassero la prescrizione. Non si ha notizia di nessun altro che rischiasse la galera, e soprattutto di nessuno che la rischiasse ingiustamente, non più del tasso fisiologico di errori giudiziari, che sono sempre una tragedia, e che questo governo non ha fatto nulla per ridurre.
La strategia del Ferrara è quella di far passare la parabola personale di Berlusconi per un evento storico, che ha salvato il paese da una deriva giudiziaria, e non per quel che è: il disperato tentativo di un uomo, vistosi sottrarre per un caso della storia - l'abolizione dell'immunità parlamentare - i referenti politici che lo avevano fin lì garantito, di non finire in galera per reati che era ben consapevole di aver commesso. Ovviamente "uomo" sta per "azienda e amici", in questo caso.
Ferrara dimentica anche che negli Stati Uniti, paese che adora e per cui ha fatto la spia per alcuni anni, stando a libro paga della CIA (non è una battuta), per un falso in bilancio si va in galera. Qui si diventa presidenti del consiglio. E magari si pretende pure di passare alla storia per salvatori della patria. Bizzarrie mediterranee. ¤