Una vignetta per Lodi, un pensiero per Monfalcone

Bambini stranieri esclusi dalle mense a Lodi con pretesti amministrativi

Dunque, ho preparato questa cosa per l’iniziativa #ColmiamolaDifferenza del Coordinamento Uguali Doveri di Lodi. Dire Lodi mi imbarazza, perché anche nella mia città, Monfalcone, siam messi male (la sindaca ha messo tardivamente, a luglio, una quota sui bambini stranieri nelle scuole materne, di fatto creando un sovrannumero di utenti stranieri, soprattutto del Bangladesh, che rimangono senza posto).

Pur vivendo a Monfalcone non so nemmeno esattamente com’è andata a finire: non ho visto mobilitazioni (qui la gente si fa facilmente fomentare dal 22% di popolazione straniera in pochi anni, chiamata non è bene chiaro come da Fincantieri). Pare che alcuni bambini abbiano trovato posto, e altri semplicemente non vadano all’asilo, ma su quelli che non ci vanno semplicemente non ci sono notizie certe. In ogni caso un altro esempio di politica dell’odio fatta per calamitare il consenso a basso costo.

Le quote sono giuste per ragioni didattiche, a mio parere: a Monfalcone abbiamo uno dei più alti tassi di popolazione straniera nelle scuole e questo crea oggettivi problemi fotografati peraltro, nei gradi superiori, anche da alcuni test Invalsi. il punto è sollevare il problema prima, non a luglio, chiedendo all’ufficio scolastico più maestre per attivare nuove classi o coinvolgendo in tempo utile Fincantieri (che promette sarà per l’anno prossimo). Questo testimonia la volontà di non risolvere un problema, ma di usare il problema.

Massima disistima per la nostra sindaca, ma il problema è che questo metodo (creare ostacoli amministrativi, senza neanche cambiare le leggi, agli stranieri) si allarga nelle giunte leghiste a macchia d’olio.

L’iniziativa di Lodi è una delle più visibili, grazie anche al lavoro del coordinamento. Ma la vignetta è un pensiero che mando a tutti questi sindaci e amministratori nel territorio. La politica del capro espiatorio funziona nel breve, fa soffrire gente, e finisce sanguinosamente. Se la vignetta vi sembra macabra, probabilmente non conoscete bene il ruolo del capro espiatorio in antropologia. I nostri politici certamente sì.

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