Esce il mio nuovo libro con Antonucci e Fabbri

I classici di solito si citano senza averli letti. Nel caso della “Fattoria degli animali” di George Orwell, ho avuto un colpo di fortuna – forse un segno dal destino: è uno dei libri che ho effettivamente letto, e in precoce età. Un’età compresa tra i “gialli dei ragazzi” e il Pompeo di Andrea Pazienza, diciamo. Sarò stato alle medie, o forse ai primi anni delle superiori. Ed è un libro che non solo ho letto, ma ho persino finito (il terzo diritto del lettore di Pennac io me lo sono sempre preso senza sensi di colpa, e anzi ho tirato un sospiro di sollievo quando è stato finalmente sancito nero su bianco).

Non posso dire lo stesso di molti altri classici. Ed è perciò particolarmente sorprendente – forse ho avuto un colpo di fortuna, o diciamo un segno dal destino – che ci siamo trovati immersi, con Stefano Antonucci e Daniele Fabbri, proprio nell’insperata ed entusiasmante realizzazione di un libro a fumetti ispirato a questo folgorante classico.

Disegnarlo non è stato solo bello: è stato liberatorio. Ha liberato una serie di atmosfere che – lo so, perché c’ero – vengono proprio dal me dodicenne, o quattordicenne. E vengono direttamente dalla mia visione della visione di Orwell. Ma non è Orwell: è la rilettura fatta con Stefano e Daniele. Eccome, se lo è. E ogni volta che lo rileggo mi sorprende e diverte come se fosse un libro nuovo, ma familiare.

Un giorno (non ora) racconteremo con quale idea ci eravamo avvicinati a questa evidentemente incosciente impresa, e la potremo confrontare assieme con questa fiaba nera che ne è invece uscita. Una fiaba per adulti, ma in realtà leggibile credo anche da chi ha appena smesso i gialli dei ragazzi, se ancora esistessero i gialli dei ragazzi. O deve ancora vivere il Pompeo di Pazienza. Ed è uscita così, quella rilettura, proprio perché quel classico stava in fondo ai miei ricordi, indistinto nei passaggi di trama (chi mai ricorda le trame?), ma nitido nelle capanne della fattoria, nelle atmosfere innevate, nei maiali sguaiati e sfatti. Nelle scritte sul legno delle facciate.

Questo libro è un colpo di fortuna. Sono contento di averlo realizzato, e di averlo realizzato così. Parla di tante cose. Parla proprio delle cose di cui si deve parlare. Alcune sembra che le conosciamo tutti, altre stanno più in fondo, forse in fondo alla nostra incoscienza, o nei ricordi di quando eravamo più sinceri. C’è stato un momento in cui lo eravamo tutti, questo è sicuro. Forse.

Esce il 5 marzo. Non vedo l’ora di averlo fra le mani: era tanto che non ero dodicenne.

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È nelle librerie “Il timido anticristo”

Il piccolo anticristo

È oggi nelle librerie “Il timido anticristo”, il libro a fumetti (la pubblicistica lo vuole graphic novel) che ho disegnato per Feltrinelli Comics su testi degli amici Antonucci e Fabbri, che qualcuno di voi potrebbe magari aver sentito nominare per un paio di successucci come “Qvando c’era lvi” e “Il piccolo Fuhrer” (entrambi con un contributo che va oltre ai colori di Mario Perrotta).

Il libro è tratto da uno monologo di Daniele Fabbri, che è anche un attore comico e da anni sta portando in Italia il linguaggio della stand-up comedy, pare incredibilmente senza copiare. Il monologo è autobiografico e racconta l’affrancamento del Daniele adolescente da una educazione estremamente cattolica. Una cosa divertente e tenera assieme, come dice sempre Antonucci. Ma anche abbastanza dura, se vi capita di essere lui, aggiungo io.

Sì, perché l’adattamento del monologo a fumetti è stato fortemente voluto, oltre che da Fabbri stesso, ovviamente da Stefano Antonucci, che lo ha coltivato e progettato per anni, co-firmando la sceneggiatura e smazzandosi anche tutti i contatti quotidiani con il sottoscritto, le correzioni, e il balooning, cioè l’apposizione dei fumetti sulle tavole (lavoro sottovalutato, ma senza il quale il libro non sarebbe mai stato pronto in tempo, ehm). Insomma, un lavoro di gruppo molto particolare, che spero vi piaccia anche nella resa grafica.

Il risultato io l’ho avuto fra le mani oggi, come si può vedere nella foto, ed è una piccola emozione che fatico a descrivere. Pagine che ho visto per mesi dietro un display retina acquistano altra vita, altro contrasto e profondità sulla bella carta avorio. Persino le pagine in mezzatinta sono venute benissimo. Peccato per i disegni, ma ci si abitua…

Inizia ora un lungo tour di presentazione che i due autori dei testi porteranno avanti in gran parte senza di me, che impiego due ore solo per raggiungere Venezia, figurarsi il centro Italia. Ma in qualche occasione sarò comunque presente, e in tal caso lo segnalerò fra le altre cose anche qui.

Buona lettura e diteci il vostro parere. Il libro è aquistabile anche su IBS e naturalmente su Amazon.  Io tornerò eventualmente a parlarne di tanto in tanto qui, magari con qualche aneddoto o dietro le quinte.

 

 

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