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03 maggio
E bravo Clint! Sebbene inferiore a Mystic River, questo Million Dollar Baby è un bel film, anche se schematico e a tratti pure prevedibile. Però asciutto, diretto e lucido come non se ne vedono tanti, di questi tempi. Il vecchio Eastwood rischia di essere, seriamente, uno degli autori americani più interessanti degli ultimi vent'anni, per la capacità di fare film duri e mai banali, sui temi più disparati, ma con il comune denominatore del sogno (americano) spezzato. Cosa che è forse un luogo comune, ma che dovrebbe dirci molto dell'America e del perché questa nazione fatichi così tanto a comunicare con il mondo.
A fare il paio con questa riflessione una conversazione con la cameriera americana di un bar qua vicino, che lo scorso giovedì mi raccontava cose davvero terribili del suo Paese. Bambini di 5 anni di cui avere paura, perché in grado di maneggiare armi, lei che non dormiva di notte per paura che qualcuno entrasse in casa (casette di legno molto poco protette), paura ad uscire di sera e a guardare in faccia i passanti, anche nelle tranquille periferie residenziali, e infine una percentuale di quasi il 10% di alunni delle scuole inferiori che vengono imbottiti di pastiglie per tenerli buoni durante le lezioni. Prima della mensa al liceo un sacco di suoi compagni andavano a fare la fila in infermeria a prendersi le pastiglie, di vari tipi. Una descrizione agghiacciante di un paese sotto choc.
Come? Che tipo è questa? No, non è una vecchietta, né una giovane spaurita. E' una ragazza molto vivace, simpatica e vitale, sposata con un italiano, e che non ha alcun tipo di problema personale. E' pure di famiglia benestante. Pare siano proprio gli Stati Uniti ad essere così, anche a detta di altri amici americani. Il che rende la visione di film come quello di Clint Eastwood ancora più inquietante. God Bless America, ma un po' anche noialtri...
Ogni riferimento al caso Calipari, a questo punto, sarebbe appropriato, ma tristemente banale. ¤