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10 novembre

Spezziamo una lancia su per Sofri figlio

Un lettore disattento di questa colonna potrebbe pensare che ce l'ho con Luca Sofri. No. Ho molto apprezzato e difeso un suo vecchio articolo che riportava come i file Word conservassero informazioni prese da dei cluster a caso del disco rigido da cui provengono, veicolando così informazioni personali leggibili a chi avesse un editore esadecimale (non avete capito? non è grave). Credo fosse 3 anni fa su Repubblica. Le critiche gli vennero mosse in qualche mailing list dedicata al web, dove giornalisti che evidentemente non gli vogliono bene criticavano l'articolo perché non documentato, mentre a me era sembrato ben scritto e sufficientemente documentato.

Il punto è che Sofri è un sintomatico esemplare della sinistra che però flirta con la destra perché è intelligente, perché la ragione non sta mai da una parte sola, e così cerchiobottando. E si presenta come un uomo deciso, fuori dagli schemi, che fa osservazioni brillanti e controintuitive, che pretenderebbero di scavare dietro l'apparenza delle cose, ma con tono scanzonato e lieve. Questo atteggiamento a mio parere volutamente anticonvenzionale è estremamente di moda in alcuni settori intellettuali e politici, sempre a cavalcioni del cavallo giusto. Così come è di moda Sofri con il suo blog. In più ha una famiglia molto trendy, con una compagna molto carina che dirige una rivista femminile ed è un volto noto in televisione per una trasmissione decisamente non troppo presentabile. Troppe mode in un uomo solo, soprattutto per uno con idee sempre contro. Infatti non dice mai niente di deciso contro il nano di Arcore e la lobby affaristica che lo sostiene (veramente non dice mai niente neanche contro la lobby affaristico-finanziaria che sostiene con alterne fortune il centrosinistra). Diciamo che per essere uno che vuole fare lo scomodo, sta un po' troppo comodo. E attento a prendere di mira dettagli che saranno anche intelligenti, ma sono il più delle volte ben ininfluenti nel succo delle cose che determinano la vita politica, e ben poco scomodi per chi conta davvero.

Tutto questo fa di lui ai miei occhi un personaggio buffo. Siccome questo è un sito buffo e un po' cialtrone, ci sta bene, no? ¤

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09 novembre

Condorello

Oggi Luca Sofri ha condotto con la solita verve e simpatia il programma Condor su Radiouno. Ricordandosi di essere un giornalista di sinistra che però scrive su un giornale di destra, ha infilato alcune perle di trasversalità e politically correct terzista fra il serio e il frivolo come solo un giornalista di sinistra sa fare:

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05 novembre

In questo momento...

Sto ammazzando zanzare. A novembre. Nel nord-Italia! ¤

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04 novembre

Da sinistra a destra con doppio avvitamento carpiato

Questa la devo raccontare.

Un paio di settimane fa al Festival In Corto avevamo ospite un professore sloveno dell'Accademia di cinema, teatro, musica e televisione di Lubiana: praticamente il nostro Centro Sperimentale. Era un tizio molto simpatico, che ci raccontava di quando è stato vicepresidente di Euroimage, e il rappresentante italiano era un signore in quota AN, da loro eletto su indicazione... della candidata italiana di Rifondazione Comunista!

Questo professore manifestò stupore per questa raccomandazione bipartisan, e disse anche che per gli sloveni il governo Berlusconi è praticamente un governo di sinistra, che fa politiche di sinistra.

Gli ricordai che Berlusconi crebbe come imprenditore nel decennio craxiano, e che in pratica molti suoi collaboratori sono ex-socialisti, ma aggiunsi anche che qui in Italia la politica socialista viene considerata di destra da una parte della sinistra!

Al che non mi rimase che concludere "strange things happen in Italy...". Lui annuì e sorrise.

Non sapeva che esistono anche giornalisti di sinistra che considerano di destra la politica di quella sinistra che considera di destra la politica socialista, e nel frattempo scrivono su giornali di destra, però pagati dalla moglie (considerata quasi di sinistra) del premier di destra che ha origini socialiste e collaboratori ex-comunisti.

Non volevo mica farlo uscire pazzo. ¤

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03 novembre

E se vincesse Kerry?...(II)

...naaaaa.

Che ti vado a pensare?... E dire che io i sondaggi di Zogby manco li avevo visti (mica sono un blogger).

Ciao, ci si rivede fra 4 anni. C'è Bin che suona al campanello, devo andare a farmi una canna con lui. ¤

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02 novembre

E se vincesse Kerry?...

...Il dubbio m'è venuto pensando a un paio di cose.

Ora, se qualcuno crede che chi detiene il potere influenzi il modo e la sostanza delle notizie che vengano date, e nonostante ciò Bush non viene dato in vantaggio (quando mostrarsi sicuri e diffondere le notizie di aver già vinto è un modo per influenzare gli indecisi), questo qualcuno dovrebbe pensare che forse qualcosa non torna, e magari Kerry è davvero in vantaggio, solo che il massimo che il comandante ottiene dai media è che venga annunciato il testa a testa.

La seconda è una becera dietrologia, ma questo sito non è politically correct, e dunque chissenefrega. Tanto verrò smentito o confermato, a prescindere, tra poco, e se questa fosse stata un'intuizione corretta o meno non lo sapremo mai.

Inoltre va aggiunto che l'Ohio, che su 43 prove solo in 2 situazioni ha votato per il candidato perdente, pare assegnato a Kerry.

A mantenere il dubbio ci pensano però i soliti problemi del sistema elettorale e di voto, che sono annunciati anche stavolta. La scorsa settimana i quotidiani italiani (il Manifesto, ma anche il Corriere, sebene in una brevina a centrogiornale) annunciavano ben 54.000 schede votate e spedite per posta sparite nel nulla. In Florida pare che ancora una volta, dopo il 2000, alcuni cittadini si siano visti cancellare dalle liste elettorali per errori banali. Infine il sistema di voto a punzonatura è più o meno lo stesso che molti errori ha provocato la volta scorsa a detta di molti osservatori. ¤

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Da sinistra a destra e ritorno

Un tizio che scrive su un giornale di destra, che pretende di essere però di sinistra, ma odia la sinistra che attacca la destra, scrive un articolo pieno di dati aprioristici e non documentati (scrive che lo sono, ma senza citare fino in fondo le fonti) su Michael Moore, prendendolo ad esempio di sinistra che vuole vincere ad ogni costo, usando le armi della destra: violenza, menzogna, furbizia. Accomuna Moore al giornalista di destra Marco Travaglio che scrive su un giornale di sinistra, l'Unità, diretto da un direttore che è filo-americano.

Che confusione. Nessuno che si chieda chi ha ragione e chi ha torto, quali argomenti siano validi e quali non lo sono. Nessuno che si chieda se coloro che hanno il potere economico-finanziario stiano seguendo le regole democratiche o non lo stiano facendo, qui come in America. Nessuno che rifletta sulle menzogne dei regimi, dei poteri, dei potenti. Tutti a distinguere se un'opera ha dei difetti, se è rozza, ma non a discutere se contenga delle verità, quali, quanto inquietanti siano. Nessuno, salvo i rozzi giornalisti di destra o quelli di sinistra "uguale alla destra", a denunciare violazioni di diritti e di principi, controllo dell'informazione attraverso le omissioni, le pressioni e le menzogne. Come se tutto questo facesse ovviamente e inevitabilmente parte della gestione del potere, e non dovesse più di tanto scandalizzare o giustificare una reazione animosa.

Tanto poi si va a scrivere su un giornale di destra quel che ci pare, purché critico verso la sinistra (terzismo?...). A certa gente non va mica così male. ¤

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