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19 ottobre
Deprimenti interismi
Sconcertante, ancora una volta, la gestione societaria dell'Inter in merito al cambio di allenatore. Dopo aver rinnovato la fiducia a Cuper con una specie di ansiogeno ultimatum ("mai più errori": la maniera migliore per sbagliare di nuovo), oggi apprendiamo che Moratti aveva deciso l'esonero al termine del primo tempo della partita di Brescia!!
Nientemeno. E perché confermare Cuper la scorsa settimana, se sono bastati 45 minuti a far cambiare idea?
Sconcertante anche la dichiarazione di Ronaldo. Dopo un anno che ci martella i maroni con le misteriose responsabilità di Cuper che lo avevano "obbligato" a farsi vendere dall'Inter, oggi apprendiamo che queste misteriose e gravissime ragioni non c'erano: solo differenza di vedute. Testualmente: "Non andava bene, mi sembrava troppo difensivista e non andavamo d'accordo, anche se non ci sono mai stati particolari problemi".
Non ci sono mai stati particolari problemi, solo una visione diversa del calcio. Capperi. Non vorremmo dover avere una divergenza seria con Ronaldo. Ci teniamo alla pelle. ¤
18 ottobre
Caro signor Libero...
Una cosa che non ho per niente apprezzato, signor Libero, è questo bannerino pubblicitario che mi ha attaccato al bordo destro della pagina. Non apprezzavo nemmeno se me lo metteva al bordo sinistro: ma a quello destro è proprio intollerabile. D'altra parte, lei è Libero: di fare quello che vuole, per esempio. Io non sono libero: mi devo subire questo piccolo sopruso, e zitto. Che naturalmente c'era da aspettarselo, visto che con i nostri sitini da utenti dilettanti lei non guadagnava nulla. Così non guadagnerà nulla lo stesso, ma almeno ci prova.
Peccato che a me questa pagina non piaccia per metterci la mia faccia e la mia parola. Così mi vedrò costretto a cambiare provider. Se ne trovo uno gratuito e senza reclame, bene. Se no, mi prenderò un hosting, crepi l'avarizia. Siamo in un Paese Libero, no, signor Libero? ¤
Otto pecorelle e mezza
C'è un fatto incontestabile: Barbara Palombelli è soporifera. L'antitelevisivo per eccellenza: quando attacca con le domande e le spiegazioni, perfino agli ospiti in studio prende l'abbiocco, e c'è un collaboratore di redazione che passa subito con i sali.
C'è anche un altro fatto incontestabile: Otto e mezzo, la trasmissione con lei e Giuliano Ferrara, è molto più interessante quest'anno dell'altr'anno. Come mai?
I casi sono due: o a Ferrara gli s'è abbassata la voce, e non vuol gridare più (a un mio amico dopo un ictus è capitata la stessa cosa: ed è anche lui di destra...); oppure c'ha proprio umana simpatia per l'ex-ragazza di sinistra, che da quando il marito fa il capo dell'opposizione ed è diventato più famoso di lei, non s'è ripresa.
Secondo me è vera la seconda: umana simpatia. Non so se la stimi: mi pare proprio che non voglia infierire. Con Luca Sofri c'era 'sto rapporto di tutoraggio che gli consentiva di trattarlo come una pezza, e l'altro, convinto di essere più furbo di quanto fosse, d'altra parte, si infiammava, e nascevano infiniti battibecchi che toglievano spazio vitale agli ospiti. Con Gad Lerner, poi, non parliamone, era imbarazzante vedere come se lo mangiava (con Gad che ci rimaneva malissimo).
No, la Palombelli è una presenza discreta, e forse neanche una presenza. Una specie di saponetta profumata che calma i nervi a Ferrara e lo imbonisce, gli fa parlare di fatti e di opinioni, lo spinge a ragionare, a trarre il meglio dagli ospiti. Ogni tanto la signora Rutelli dice le sue quattro battute contrattuali, lui la lascia fare, gli ospiti fanno finta di non sentire e ricominciano il dibattito col Ferrarone.
Ne guadagna la comprensibilità degli argomenti, mai così limpida come quest'anno, tanto da far guadagnare a Otto e mezzo la palma di miglior trasmissione del 2003 (e un po' mi spiace per Tabucchi). Per me, certo la più interessante. Quella dove non devi nemmeno aspettare la pubblicità per staccare un attimo: basta che la Palombelli venga inquadrata, e subito ti senti rilassare, assopire, svanire... quei 5, 10 secondi, e poi via, che riparti di slancio! ¤
16 ottobre
Mi chiama Silvio e mi fa: "Oh, ma com'è che Gianfy c'ha gli ormoni a mille? Ieri sono stato a cena con lui, e non stava fermo un attimo... E prendo un antipasto, e ma ne prendo un altro... poi voglio il primo, anzi il tris, ma ho il colesterolo alto, ma prendo lo stesso il secondo, e il dolce, e il caffè... Non l'avevo mai visto così: sono preoccupato!".
Dovete sapere che Silvio si preoccupa degli amici. A me, per esempio, mi chiede spesso: "Ma com'è che non mi disegni più tanto? Sei offeso? Ti ho fatto qualcosa di male?". E' un tipo sensibile, uno così. Dunque che 'sto Giancarlo gli sembri tanto agitato, è anche normale, va capito. Per di più c'è Ferrara che gli soffia sul collo: "Guarda che i bolognesi sono tutti stronzi, vatti a fidare di un ex-fascista, te lo dico io che sono un ex-comunista, vatti a fidare degli ex...". Allora lo tranquillizzo e gli dico:
"Ma no, Silvio, non è niente. E' che ha letto un libro di diritto civile, e ha pensato di far bella figura con 'sta cosa del voto ai nègher, e c'è rimasto male quando ha visto che il Bossi, lì, che il libro lo aveva letto tanto prima di lui, gli fa un culo tanto. E pensa: mo' com'è che il libro dice che è giusto che i cittadini abbiano tutti gli stessi diritti, e l'Umberto invece non vuole?" E' che a Gianfranco gli piacciono le novità. Alleanza Nazionale, che bella, è un nuovo partito. Forza Italia, evviva, che bel gioco. E poi il Governo, e poi il Polo, e poi la Casa delle Libertà... dopo un po' che le cose sono uguali si stufa. Adesso gli prende la fissa di provare com'è a esser comunisti. E giù a rompere a Silvio di diventar comunisti tutti e due.
Silvio mi ascolta e mi risponde: "Sì, però i sondaggi mi dicono che se io divento comunista poi l'elettorato si stranisce. Dici che lo posso fare? Dici che riesco a comunicarlo? Ho paura che fraintendano." Non direste mai quante paranoie si fa Silvio. Prima di dire una cosa ci pensa su un anno, ha letteralmente il terrore di dire stronzate, di esser stracapito. "Ma no, Silvio, vai. Tanto, voglio dire, al massimo può dirti qualcosa D'Alema, Fassino, ma con loro poi sono sicuro che vi mettete d'accordo. E Rutelli non si accorge di niente, mentre Fausto c'ha gli impegni presi e i discorsi scritti fino al 2006, secondo me puoi fare quello che vuoi senza problemi".
Lui ci pensa un po' su, e mi chiede: "Ma allora glielo diamo, il voto a questi ospiti di colore?" Vedete com'è attento a non urtare la sensibilità di nessuno... "Ospiti di colore"... è un bravo ragazzo, Silvio. E' solo mal consigliato, talvolta.
"Ma, senti, intanto devi modificare la Costituzione. No, non... no, Silvio, non devi aumentare il tacco, non la tua costituzione, quella scritta... vabbè, non importa. Voglio dire: a parte Rutelli che non si volta, e Fausto che c'ha i suoi impegni, gli altri li convinci, secondo me. Però ci vuol tempo. Magari l'intera legislatura, forse addirittura la prossima".
"Cosa? Devo farne un'altra? Ma io voglio andare a fare il presidente della Bocciofila di Arcore, c'ho già una mezza parola col cav.Beseghi, che s'è stufato e vuol passare la mano!".
"Vabbe', stanti così le cose, Silvio, che ti devo dire: non vuoi assumerti le tue responsabilità!". Allora s'è un po' scusato, ha detto che ci avrebbe pensato, che mi avrebbe fatto sapere. Solo se io tornavo a disegnarlo, però. Nel frattempo dicono che oggi presentano una proposta di legge. Così si fa. Bravi ragazzi. Solo, ci vuole tanta, tanta pazienza, benedetti ex-cosi. Ora, se mi scusate, devo andare a disegnare una striscia, che quando Silvio s'offende è una vera pigna in culo. Sia detto col dovuto rispetto istituzionale verso le pigne: ma averle in culo e cantare pure l'inno non è simpatico. ¤
06 ottobre
Colpevoli Interismi
C'è un piccolo particolare rivelatore della situazione che da anni riguarda l'Inter, ed è nelle parole del presidente Moratti dopo la partita persa con il Milan. Moratti dice: "Sono rimasto deluso dal risultato e non sai da che parte iniziare per dare le colpe o i meriti". Proprio così, ha usato la parola "colpe". Io avrei usato la parola responsabilità. O errori. Finché ogni azione che ruota attorno ad un ambiente si valuta col metro molto cattolico delle "colpe", non c'è gran speranza di uscirne se non con una redenzione. Con un Messia che mondi i peccati. Di Messia ne son passati tanti, ma essendo ovviamente solo degli uomini, peraltro figli di qualche altro uomo e non di dio, non sono riusciti nella soprannaturale impresa. Naturale. Niente di soprannaturale.
Se si iniziasse (e i dirigenti devono farlo per primi) a usare le parole più appropriate ai concetti, forse non si darebbe un'inconscia aura catastrofica (e paradossalmente deresponsabilizzante) al tutto. I fatti tecnici verrebbero analizzati dal punto di vista tecnico, quelli gestionali dal punto di vista gestionale e quelli comportamentali da quello comportamentale. Come ha fatto Massimo Moretti riferendosi, dopo la partita di Udine (dove tutti parlavano della discutibile espulsione di Luciano), al comportamento da espulsione di almeno altri 5 interisti, tutti per condotta irriguardosa nei confronti dell'arbitro. Ma, ovvio, se ogni proprio errore diventa colpa, anche gli errori degli altri non possono che essere colpe. E dunque non si può che appellarsi all'Altissimo, mica a se stessi.
Diffido delle spiegazioni che spiegano tutto, ma questo abuso delle colpe, nel linguaggo e dunque nel pensiero, temo abbia più di qualche responsabilità nell'infelice parabola di una squadra che da anni, comunque, arriva in cima alle competizioni e tutto si può definire (per una volta concordo con Adriano Sofri...) tranne che perdente. Non vincente, forse. Ma i perdenti sono altri, mi pare. Quella delle colpe appare semplicemente una perversa versione della classica profezia che si autoavvera. Insomma: non sarà Moratti a sentirsi colpevole (di esser nato ricco, ad esempio?), e non sarà l'Inter solo il suo più o meno inconscio modo per espiare? Io ci penserei, e, se del caso, vedrei di risolvermi i miei conflitti interiori in maniera da non coinvolgere indirettamente altri milioni di persone. Grazie. ¤