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Chiacchiere dal pollaio - il blog del dr.B

30 aprile

Il vostro succhiato ed attaccaticcio dr.B è citato nell'ultimo numero di Fumo di China, la famosa rivista di critica e informazione sui fumetti, in qualità di caricaturista (fra altri) del nostro amato presidente del consiglio. Peccato che nella mia dichiarazione su come disegnare Berlusconi, manchi un'intera frase che, a mio personale parere, cambia del tutto il senso. Così sembra quasi che Berlusconi mi sia simpatico. La prima dichiarazione, infatti, è: "Fisicamente è semplice: un pagliaccetto buffo, calvo, bassissimo e col nasone, quasi simpatico. ". La frase che a questo punto è stata tagliata è: "Va bene se si vuole ottenere un effetto spiazzante, candido, ma questo dipende dalla battuta. Disegno e battuta sono insomma correlati: Altan non fa battute candide, e infatti il suo Berlusconi è aspro e malato...".

Davvero peccato che questo passaggio sia saltato: con la dichiarazione successiva, infatti, sembra proprio che io consideri benevolmente il vostro (mio certo non è...) presidente: "Tra i difetti utili da sottolineare: il collo che deborda dalla camicia, le rughe, gli occhietti stretti, i tacchi a sembrar più alto (per primo li ha introdotti il solito Altan, credo.), la giacca doppiopetto che lo inghiotte quasi. Dove si può è bene anche renderlo irascibile. In realtà il ritratto migliore lo ha fatto Jeff Smith: il suo Phoney *è* Berlusconi, a tutti gli effetti. Anche se lui non lo sa".

Doppio peccato anche per un altro motivo: avevo misurato la dichiarazione sul numero esatto di battute richiestemi. Tagliando quella parte, rimaneva una dichiarazione francamente troppo "leggera". Che le maglie della censura siano arrivate fino a FdC? Dubito: più probabile un editor distratto. Peccato, peccato, peccato. Anzi, facciamo così: mi sono offeso e non vi parlo più. Per oggi. ¤

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25 aprile

La vita è dura. Ricevo e-mail a cui non riesco a rispondere (ho una cartella bozze che se ne va in giro obesa per casa, mangiando anche il poco che ho nel frigo), non faccio vacanza dalla terza elementare, e mi alterno fra Photoshop e Word per preparare le immagini per il libro. A chi interessa tutto questo? Al mio analista, per esempio. Che dovrebbe anche spiegarmi perché, in tutto questo rodeo da computer-addiction, io mi metta ogni tanto (be', però davvero ogni tanto...) a scrivere due righe su Blog 7.1. Ovvero il programmino che mi fa gestire questo diarietto.

Per staccare, forse?

In compenso ci sono due priorità, non appena il libro è andato in stampa e non appena finisco un paio di lavori urgenti che sono in stand-by. Dunque, fra non meno di un mesetto... Fra un mesetto però c'è la messa on-line di una nuova versione di questo sitino, forse addirittura con un dominio tutto suo. E poi la messa on-line dei titoli di libri che possono essere utili per imparare a disegnare/raccontare a fumetti. Me li chiede un lettore, che è perso in qualche piano alto della mia cartella bozze. Glieli ho promessi, e quando io prometto, può cascare il mondo: tanto io mi sposto. ¤

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13 aprile

Internet non smette mai di stupirmi. Oggi mi arriva un'e-mail in inglese: "Stop Premature Ejaculation!". Fantastico! L'altro giorno: "Enlarge your penis". Ottimo! Ma mi chiedo: diamine, come fanno a sapere così tante cose di me?... ¤

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10 aprile

Un lettore mi chiede se sono religioso. Certo che lo sono. Ho in casa la discografia completa di Marilyn Manson. Ascolto un cd prima di addormentarmi e la domenica mattina mi guardo la collezione dei migliori video di Samuel Bayer. A volte lo faccio da solo, a volte con Don Aurelio, il mio parroco, che passa da me dopo la sua funzione domenicale. Ci guardiamo "Disposable Teens" e ci mangiamo un paio di lepri crude. D'estate, ovviamente. D'inverno invece bolliamo due pantegane che lui raccoglie sul canale, durante il tragitto. Andiamo ghiotti del brodino che ci si ricava. Yum. ¤

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09 aprile

Ieri ho finito il libro, prima stesura. Più o meno contemporaneamente gli angloamericani prendevano Baghdad. La vita è strana.

Oggi in compenso devo già rimettere mano al formato dei file, separando le immagini. E scopriremo che forse Baghdad non è ancora del tutto presa... ¤

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08 aprile

Pochi sanno che...
Silvio Berlusconi non voleva assolutamente scendere in politica, per evitare che qualcuno pensasse male: "E se poi dicono che m'approfitto?..." ripeteva preoccupato a Gianni Letta e Fedele Confalonieri durante i coffee-break degli interminabili consigli di amministrazione della loggia Propaganda 2. A convincerlo, curiosamente, fu il pupazzo Uan durante una visita ufficiale del Cavaliere alla sartoria Mediaset.

Non era la prima volta che le sorti della vita repubblicana venivano decise da un pupazzo di pezza. Le cronache riportano un movimentato summit fra Andreotti e Topo Gigio in occasione del referendum sull'aborto, che diede l'inaspettato via libera alla consultazione popolare. In seguito fu proprio il consolidarsi dell'asse fra Pannella e Topo Gigio - che ebbe in quell'occasione il suo primo difficile banco di prova - ad agevolare l'ascesa politica di Bettino Craxi. Ora sapete chi ringraziare. ¤

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05 aprile

Soldi, soldi...
Mi scrive lo spiritoso e spiritato Antonio, sedicente vignettista (nel senso letterale: è lui che lo dice, non manda alcun link), chiedendo al sottoscritto dr.Boscarol come cippa si fa a raggranellare un po' di soldi con le vignette. E vi pare che mi mettevo a fare l'usabilista, se lo sapevo?

Siamo seri: vi pare che con le vignette satiriche si possano fare i soldi? Anche solo un po', come chiede Antonio? Ebbene sì, dannati infedeli, si può: basta vedere il mitico conto in banca dei signori Altan, Forattini, Giannelli (che però non vale, fa anche l'avvocato...), Vauro, Laura-non-mi-ricordo-mai (alias ElleKappa), etcetera.

Sotto questi pesi massimi, qualunque siano i vostri gusti in merito, vi è una folta schiera di "eroi per una pagina", cui appartiene anche l'ambizioso più che ambito dr.B: quella che pubblica saltuariamente, dove capita, se capita, se qualche buona anima gli stacca un assegno. Ancora sotto vi è quella che Toni Negri e Michael Hardt chiamano "la moltitudine": tutti gli altri.

Non vi piace? Vi suona lievemente antipatico? Femminucce. Volete la verità o il solito brodo di fandonie del bel sogno americano? Questa è la verità. Com'è vero che sono geologo e ho inventato la parodia di un supereroe con il simbolo di un topo. ¤

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04 aprile

Hamburger e Barolo
Ieri mi telefona Saddam. Ovviamente quando stavo per andare dal dentista. Mi fa:
"Oh, che dici, ci vediamo nel weekend? Vengo giù da te, si fa un calcetto e poi si mangiano le crepes a Gradisca."
"No, lo sai che devo finire il libro, 'sta settimana non ho tempo"
"Quale libro?" Ecco, lui non ascolta mai. Gliel'avrò detto decine di volte.
"Lo sai benissimo che libro."
"Vabbe', senti, magari vengo solo domenica, si guardano insieme le partite." Assolutamente N-O: mena pure sfiga, come se l'Inter c'avesse pure bisogno di Saddam che porta sfiga.
"Senti," gli ripeto gentile "questa settimana niente, dài: fammi finire 'sto libro e poi ne parliamo" A quel punto lo sento un po' deluso (è un bambino, vuole tutte le attenzioni per sé) e si arrende:
"Ok, senti... e... quel bonifico, non m'è ancora arrivato." Ancora con 'sta storia del bonifico! Gli ho preso due setter irlandesi del suo allevamento per girarli a mia cugina: che colpa ne ho se il suo conto è bloccato, e con la banca svizzera in questi giorni non riesce a parlare?
"Oh, senti, Sa', te l'ho già detto: ho dato precise istruzioni alla banca. Appena la situazione si sblocca, ti arrivano i soldi, mica è colpa mia!... Porta pazienza, su. Che sarà mai, come se c'avessi bisogno dei miei euro.." E m'inizia una tiritera sul fatto che contanti in mano sono difficili da trovare lì in Iraq, che aspetta ancora una valigetta di tagli piccoli da George, che lui non ne può più di rimaner fuori con tanti soldi, che è ora di finirla, che la gente non si approfitti di lui, che lui è stufo di pagare per tutti. L'ho lasciato un attimo sfogare, poi gli ho detto chiaro e tondo che mi aspettava il dentista, tante belle cose, che si riguardi, ci sentiamo in settimana.

Torno dal dentista, e trovo un messaggio in segreteria di George. Già mi fan male i denti: che vuole questo adesso? Vabbe', siccome non posso mangiare per mezz'ora lo richiamo. Sulla linea rossa, ché sennò quello non si fa mai trovare, sempre lì a giocare ai solitari al computer.
"Ohè" mi fa, "come butta? Che, ci vediamo nel weekend? Ho un giochetto nuovo per il PC che ti devo mostrare" Ovvio, glieli passa sottobanco Bill Gates, capirai che bravura.
"No, ascolta" gli dico, "devo finire quel libro, ti ricordi? Ancora questa settimana sono incasinato, ci sentiamo verso mercoledì prossimo, anche Saddam mi ha detto che voleva venire giù, magari si chiama anche Piero e ci si vede tutti per un giro sul Collio, che magari la settimana prossima fa bello."
"Ah, ti ha chiamato anche Saddam: e come sta? E salutamelo tanto, e non riesco mai a sentirlo, con tutto 'sto caos, i servizi segreti che mi stanno addosso, mi dicono che non devo chiamare..." e bla, bla, bla, lo sapete com'è, quando comincia con le sue stronzate, fermati mondo, che devo scendere.
C'è solo uno più noioso di George: Piero. Ma da quando è segretario dei DS queste uscite a quattro sono gli unici momenti di svago per lui, non mi sembra bello lasciarlo a casa, tanto alla fine si bevono un paio di bicchieri davanti a un piatto di crudo e si finisce sempre a ridere per qualche stupidata che ci racconta Saddam, che, anche se non pare, è quello più di compagnia di tutti. Certo, è anche quello più incazzoso, ma almeno quando è fuori di casa ha ancora un minimo di ritegno. Che poi sa che non lo faccio più venire, e allora si controlla.
Insomma, niente, rimando George alla prossima settimana: "E salutami Mildred..." (non la capisce mai).

Son lì che tra una roba e l'altra se ne sono andati venti minuti, tra dieci posso mangiare, e inizio a prepararmi la bistecca, quando chi è che mi chiama? Ma ovvio: il Piero. Rimetto la bistecca in congelatore, perché quando il Piero mi chiama a ora di cena son pianti amari. Dev'essere successo di sicuro qualcosa con il Cinese, che non lo lascia in pace, lo tormenta. Infatti.
"E adesso basta, e non ne posso più, è ora che si faccia il suo partito, che non venga a rompere i maroni nel mio, che cosa vuole, come si permette, cosa gli ho fatto, non sono mai andato a dirgli cosa deve fare il sindacato", e via lamentando, come ai bei tempi delle sezioni regionali.
Insomma, che gli dovevo dire? Mi fa male sentirlo così. Chiamatemi sentimentale, debole, allocco: l'ho fatto venire e gli ho cucinato un paio di hamburger alla pizzaiola, lui ha portato un Barolo del '96, e siam stati lì a parlare di grandi utopie e di realismo socialdemocratico fino alle due e un quarto! Gli ha fatto bene, s'è un po' sfogato, abbiamo riso, e quando se n'è andato via l'ho visto un po' meglio, povero diavolo. Ho finito di lavare tutto verso le tre.

Ecco: ora sapete perché non riesco mai a finire 'sto benedetto libro. ¤

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03 aprile

L'altro giorno Matteo mi ha detto che questo non sembra un blog. Eccheddiamine: certo che no! Alzare gli occhietti, identificare logo, leggere scrittina: "l'insolito blog"! Mica c'è scritto "il blog che sembra proprio un blog" o "tutto quello che potete aspettarvi da un vero blog"! Macché. C'è scritto "l'insolito blog".

Che poi, ad essere sinceri, a me mica m'importa più di tanto di che è 'sto coso: mi sto solo imparando ad usare questo programmino, mi piace, aggiorno poco, ho da fare, ogni tanto vengo qua, scrivo due sciocchezze. Invece fra i blog veri, uno che mi ha colpito oggi è quello (arcinoto, ma io non l'avevo mai visitato proprio perché trovo il link su qualunque colonnina di qualunque circuito blog vero) di Selvaggia Lucarelli. Eccheccaspita: non solo le foto parlano da sé, ma vengono persino sopraffatte da cotanta favella. Ecco una che scrive in maniera esilarante. Ha pure una bella voce: e giuro che l'ho pensato prima di vedere il sito, perché poco fa c'era un'intervista alla radio a lei e all'onnipresente Luca Sofri sul "fenomeno blog". L'ho presa a metà, quindi non ho capito bene chi fosse e che facesse questa signorina. Poi ho sentito che parlavano di foto, di bell'aspetto, e, siccome il blog di Luca Sofri lo conosco già, ho ben pensato di visitare quello della Selvaggia. Il sito non è particolarmente attraente (ma chissenefrega: l'ennesima dimostrazione che il design non conta niente... o quasi), ma lei sì! E non parlo solo delle foto (vestita, maiali...), ma proprio dello stile, dello humor. Bene, brava, ci torno. ¤

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