È nelle librerie “Il timido anticristo”

Il piccolo anticristo

È oggi nelle librerie “Il timido anticristo”, il libro a fumetti (la pubblicistica lo vuole graphic novel) che ho disegnato per Feltrinelli Comics su testi degli amici Antonucci e Fabbri, che qualcuno di voi potrebbe magari aver sentito nominare per un paio di successucci come “Qvando c’era lvi” e “Il piccolo Fuhrer” (entrambi con un contributo che va oltre ai colori di Mario Perrotta).

Il libro è tratto da uno monologo di Daniele Fabbri, che è anche un attore comico e da anni sta portando in Italia il linguaggio della stand-up comedy, pare incredibilmente senza copiare. Il monologo è autobiografico e racconta l’affrancamento del Daniele adolescente da una educazione estremamente cattolica. Una cosa divertente e tenera assieme, come dice sempre Antonucci. Ma anche abbastanza dura, se vi capita di essere lui, aggiungo io.

Sì, perché l’adattamento del monologo a fumetti è stato fortemente voluto, oltre che da Fabbri stesso, ovviamente da Stefano Antonucci, che lo ha coltivato e progettato per anni, co-firmando la sceneggiatura e smazzandosi anche tutti i contatti quotidiani con il sottoscritto, le correzioni, e il balooning, cioè l’apposizione dei fumetti sulle tavole (lavoro sottovalutato, ma senza il quale il libro non sarebbe mai stato pronto in tempo, ehm). Insomma, un lavoro di gruppo molto particolare, che spero vi piaccia anche nella resa grafica.

Il risultato io l’ho avuto fra le mani oggi, come si può vedere nella foto, ed è una piccola emozione che fatico a descrivere. Pagine che ho visto per mesi dietro un display retina acquistano altra vita, altro contrasto e profondità sulla bella carta avorio. Persino le pagine in mezzatinta sono venute benissimo. Peccato per i disegni, ma ci si abitua…

Inizia ora un lungo tour di presentazione che i due autori dei testi porteranno avanti in gran parte senza di me, che impiego due ore solo per raggiungere Venezia, figurarsi il centro Italia. Ma in qualche occasione sarò comunque presente, e in tal caso lo segnalerò fra le altre cose anche qui.

Buona lettura e diteci il vostro parere. Il libro è aquistabile anche su IBS e naturalmente su Amazon.  Io tornerò eventualmente a parlarne di tanto in tanto qui, magari con qualche aneddoto o dietro le quinte.

 

 

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Una vignetta per Lodi, un pensiero per Monfalcone

Bambini stranieri esclusi dalle mense a Lodi con pretesti amministrativi

Dunque, ho preparato questa cosa per l’iniziativa #ColmiamolaDifferenza del Coordinamento Uguali Doveri di Lodi. Dire Lodi mi imbarazza, perché anche nella mia città, Monfalcone, siam messi male (la sindaca ha messo tardivamente, a luglio, una quota sui bambini stranieri nelle scuole materne, di fatto creando un sovrannumero di utenti stranieri, soprattutto del Bangladesh, che rimangono senza posto).

Pur vivendo a Monfalcone non so nemmeno esattamente com’è andata a finire: non ho visto mobilitazioni (qui la gente si fa facilmente fomentare dal 22% di popolazione straniera in pochi anni, chiamata non è bene chiaro come da Fincantieri). Pare che alcuni bambini abbiano trovato posto, e altri semplicemente non vadano all’asilo, ma su quelli che non ci vanno semplicemente non ci sono notizie certe. In ogni caso un altro esempio di politica dell’odio fatta per calamitare il consenso a basso costo.

Le quote sono giuste per ragioni didattiche, a mio parere: a Monfalcone abbiamo uno dei più alti tassi di popolazione straniera nelle scuole e questo crea oggettivi problemi fotografati peraltro, nei gradi superiori, anche da alcuni test Invalsi. il punto è sollevare il problema prima, non a luglio, chiedendo all’ufficio scolastico più maestre per attivare nuove classi o coinvolgendo in tempo utile Fincantieri (che promette sarà per l’anno prossimo). Questo testimonia la volontà di non risolvere un problema, ma di usare il problema.

Massima disistima per la nostra sindaca, ma il problema è che questo metodo (creare ostacoli amministrativi, senza neanche cambiare le leggi, agli stranieri) si allarga nelle giunte leghiste a macchia d’olio.

L’iniziativa di Lodi è una delle più visibili, grazie anche al lavoro del coordinamento. Ma la vignetta è un pensiero che mando a tutti questi sindaci e amministratori nel territorio. La politica del capro espiatorio funziona nel breve, fa soffrire gente, e finisce sanguinosamente. Se la vignetta vi sembra macabra, probabilmente non conoscete bene il ruolo del capro espiatorio in antropologia. I nostri politici certamente sì.

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Homecoming, più o meno

Dopo diversi anni, oggi sono finalmente riuscito a riprender possesso di questo indirizzo, che è anche quello del mio primo blog di vignette, aperto non so più quanti anni fa. Non l’avevo veramente perso: è stato inattivo diversi anni, per obsolescenza degli strumenti che usavo per pubblicarlo; e poi nel frattempo avevo perso i dati di accesso seppelliti su qualche vecchio computer e hard disk inutilizzabile, prima dell’avvento del cloud e di gmail. Non ricordo nemmeno quale casella avevo usato per attivarlo, in ogni caso non la uso più, e altervista lascia parecchio a desiderare quanto a possibilità di contattare qualcuno e dimostrare la propria identità in casi come questo.

Non mi è rimasto dunque che attendere sulla riva del fiume che altervista pazientemente archiviasse il sito e rendesse il nome “dottorb” nuovamente attivabile. L’uovo di Colombo, insomma, dal nome del il pm di Mani pulite che notoriamente ne è ghiotto.

Il tema che utilizzo, Olsen Light (per ora), è uno dei meno invasivi che ho trovato. Le pagine vecchie sono andate, così come le vecchie vignette, ma non è detto che tutti i mali vengano per nuocere. Nella speranza di non perdere nuovamente le password finalmente posterò anche qui le mie disastrate vigne, per i 5 lettori che ancora preferiscono i blog ai social, ad esempio questo e questo.

Hasta la vista e ci si vede in giro. Oppure qui.

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